L'Argentina di origine italiana

19-02-2018 | Attualitá

Gli uffici consolari in Argentina al lavoro per assicurare la trasparenza e sicurezza del voto

Intervistati dall’agenzia Nova, funzionari dell’Ambasciata e dei consolati, hanno spiegato che si lavora da mesi e che sono studiate soluzioni per le specifiche esigenze che pone il meccanismo del voto per corrispondenza.

“Si lavora a tutti i possibili aspetti ed eventualita' nei nove uffici consolari italiani su tutto il territorio argentino, grande nove volte l'Italia, dove oltre 690 mila italiani residenti nel paese sudamericano sono chiamati al voto per le elezioni politiche del 4 marzo.” E' quanto comunicano all’agenzia Nova fonti dell'ambasciata italiana in Argentina, che sottolineano in questo senso l'introduzione di diverse novita' volte ad assicurare la trasparenza degli scrutini, dal doppio codice a barre per "tracciare" ogni busta spedita ai turni di vigilanza di funzionari italiani nelle tipografie dove si sono stampate le schede elettorali e nei centri del "Correo Argentino" dove si imbusta il materiale elettorale da spedire ai connazionali. Oltre a questo viene segnalata l'apertura domenicale di tutti gli uffici consolari ed il periodo prolungato di tre giorni per consentire a chi non era a casa quando e' passato il postino di poter comunque ritirare la sua busta elettorale all'ufficio postale piu' vicino.

"Per noi - dice uno dei funzionari italiani della task force organizzata in Ambasciata a Buenos Aires per coordinare le operazioni nelle 24 province - le elezioni sono iniziate da mesi. Da quando i nostri colleghi alla Farnesina, che sta coordinando e sostenendo da vicino il lavoro di tutte le Ambasciate e Consolati nel mondo, hanno iniziato a raccogliere e trovare soluzioni per le specifiche esigenze e peculiarita' che questo complesso meccanismo di voto per corrispondenza pone in maniera diversa per ogni paese dove risiedono tanti nostri connazionali ai quali dobbiamo garantire il massimo accesso possibile all'esercizio del diritto di voto". E cosi', ad esempio, per ricordare a tutti che il voto e' personale e segreto e che la busta con le schede va ritirata, compilata e spedita personalmente dal connazionale avente diritto, l'ambasciata a Buenos Aires ha comprato una pagina su "La Nacion", uno dei principali giornali argentini, pubblicando un comunicato in italiano e in spagnolo con scadenze, istruzioni per il voto e i recapiti di tutti gli uffici che resteranno aperti anche nel prossimo fine settimana.

E lo stesso hanno fatto, con i giornali locali, i consolati sparsi sul territorio, che in questi giorni usano costantemente i loro profili twitter e i siti online per raggiungere il piu' ampio numero di utenti. Il direttore generale per gli Italiani all'Estero della Farnesina, Luigi Vignali, la scorsa settimana ha effettuato una missione a Buenos Aires, Londra e San Paolo (le sedi con il piu' alto numero di connazionali iscritti nelle liste elettorali) per monitorare e fornire suggerimenti operativi sulle procedure adottate per ogni specifico caso. A Buenos Aires Vignali ha incontrato il presidente e i Direttori esecutivi delle Poste argentine che hanno garantito un sistema di "reporting" quotidiano sulle operazioni di consegna dei plichi elettorali. "Abbiamo anche previsto che a custodire le buste che ci perverranno e ad accompagnarle negli aeroporti per caricarle sui cargo per l'Italia ci saranno anche i nostri carabinieri", spiega uno dei consoli italiani in Argentina.

Nessun riferimento invece ad aspetti politici, a candidati in lizza, e a proposte dei diversi partiti e coalizioni. Funzionari ed impiegati sanno bene - e la Farnesina lo ribadisce costantemente con "istruzioni" molto rigorose - che il primo principio da rispettare e' quello della assoluta imparzialita'. "Per noi -aggiunge il diplomatico italiano- l'unico obiettivo, rispetto a difficolta' e problemi, sempre possibili in operazioni di tali dimensioni e complessita', e' assicurare il rispetto delle procedure, informarne i connazionali e ribadire a tutti che in qualsiasi momento possono rivolgersi ai nostri uffici". (Nova)

 

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