L'Argentina di origine italiana

22-11-2017 | Attualitá

Sottomarino ARA San Juan, continuano le operazioni di ricerca. Partecipa anche il Sistema Italo Argentino di Satelliti per la Gestione di Emergenze

Continuano senza sosta le operazioni di ricerca del sottomarino San Juan della Marina militare argentina, con 44 marinai a bordo, del quale non si hanno notizie dallo scorso mercoledì.

Nella grande operazione internazionale di ricerca, in una battaglia contro il tempo e contro le condizioni meteo, sono impegnate una trentina di navi e sedici aerei dell’Argentina, Brasile, Cile, Colombia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Perú, Stati Uniti e Uruguay. Particolarmente importante il contributo di uomini e mezzi messo a disposizione dagli Stati Uniti. Le più moderne apparecchiature di ricerca e riscatto, sono state imbarcate in due grandi navi da trasporto norvegesi, che sono salpate dal porto di Comodoro Rivadavia, nella Patagonia argentina, verso la zona in cui si pensa che possa trovarsi il sommergibile.

Le ricerche comprendono una superficie dell’oceano Atlantico di circa 482mila chilometri quadrati, cioé una volta e mezza l’Italia, anche se nelle ultime ore si sono concentrate su un area di circa 500 kmq a circa 400 km da Puerto Madryn.

Secondo quanto hanno informato alcuni media argentini, si fa ricorso anche al SIASGE, Sistema Italo Argentino di Satelliti per la Gestione di Emergenze, che comprende quattro satelliti Cosmo SkyMed dell’Agenzia Spaziale Italiana, ai quali si aggiungeranno due sateliti Saocom della CONAE, omologa argentina dell’ASI.

Cosmo SkyMed è il primo sistema di osservazione satellitare della Terra concepito per scopi duali, cioè civili e militari. I suoi quattro satelliti sono quattro "occhi" in grado di scrutare la Terra dallo spazio metro per metro, di giorno e di notte, con ogni condizione meteo. Per aiutare a prevedere frane e alluvioni, a coordinare i soccorsi in caso di terremoti o incendi, a controllare dall'alto le aree di crisi.
Sviluppato dall'Agenzia Spaziale Italiana in cooperazione con il Ministero della Difesa, COSMO SkyMed si basa su una costellazione di quattro satelliti identici, dotati di radar ad apertura sintetica (SAR) che lavorano in banda X (in grado quindi di vedere attraverso le nuvole e in assenza di luce solare). Il sistema è in grado di effettuare fino a 450 riprese al giorno della superficie terrestre, pari a 1.800 immagini radar, ogni 24 ore.

Il vero punto di forza di COSMO-Skymed è la straordinaria flessibilità di utilizzo. L'occhio del radar può operare in modalità spotlight (concentrandosi su un'area di pochi km quadrati, e osservandola con risoluzione fino al singolo metro), stripmap (osservando una striscia continua di superficie terrestre) o scanSAR (coprendo una regione di 200 km di lato). Brevissimi sono anche i tempi di risposta, cioè il tempo necessario per configurare la costellazione in modo da ottenere immagini dell'area desiderata: da 72 ore quando si opera in condizioni di routine, fino a meno di 18 ore in condizioni di emergenza. Altro punto di forza è il breve tempo di rivista (l'intervallo tra due passaggi sullo stesso punto), inferiore alle 12 ore, che consente di monitorare costantemente l'evoluzione della situazione in una particolare area. Attualmente, nessun sistema satellitare può vantare caratteristiche così avanzate.

Per quanto riguarda le operazioni di ricerca e riscatto del Sottomarino San Juan, gli aiuti internazionali sono stati attivati anche tramite l’ISMERLO (International Submarine Escape and Rescue Liaison Office), organismo internazionale del quale fanno parte 44 nazioni le cui forze armate operano sottomarini. Nacque nel 2004 per coordinare gli aiuti internazionali in casi come quello del San Juan ed è la stessa organizzazione a coordinare gli aiuti con i paesi membri, anche in base alle disponibilità, vicinanza e rapidità degli interventi. 

 

Nella foto il satellite Cosmo Skymed dell'Agenzia Spaziale Italiana

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